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I capelli nella Storia – L’antica Roma

Nel mondo romano sia gli uomini che le donne erano molto attenti alla loro immagine, soprattutto quando appartenenti a ceti benestanti o alla famiglia imperiale.
I rituali legati alla toelette erano diversi per i due sessi, ma né gli uni né le altre tralasciavano la cura della loro capigliatura e del loro viso.
Per l’uomo romano la sistemazione dei capelli era una delle prime azioni svolte al mattino. Chi aveva sufficiente disponibilità economica, poteva permettersi di annoverare tra i suoi servi un barbiere personale, il tonsor, gli altri dovevano recarsi in una delle varie botteghe presenti in quasi tutta la città. Le mode venivano lanciate dagli imperatori. Per ricreare i riccioli di Adriano e dei suoi successori, era necessario scaldare sotto la cenere ben calda, all’interno di una sorta di guaina metallica, uno stiletto in ferro che, una volta arroventato, permetteva di crearli. A lavoro compiuto gli uomini venivano cosparsi di oli, profumi e creme varie per dare l’idea di una perenne o ritrovata giovinezza. Il taglio della barba, invece, segnava un passaggio importante nella vita di un giovane. La prima depositio barbae veniva compiuta con un rituale quasi sacro: la barba veniva conservata in pissidi d’oro, nel caso di famiglie ricche o in semplici pissidi in vetro, per chi non se le poteva permettere; completato il taglio si festeggiava, ognuno con i propri mezzi, questo importante rito di passaggio all’età adulta e la prima barba veniva offerta alle divinità.

 

 

L’acconciatura femminile era, allora come oggi, più lunga e complessa di quella maschile, ma ugualmente variava secondo la moda del momento. In epoca repubblicana i capelli erano portati in maniera molto semplice: si creava una riga al centro della testa per dividere la chioma a metà e poi la si raccoglieva in uno chignon. In epoca augustea si imitavano le due donne più importanti di Roma, Livia e Ottavia, portando delle trecce raccolte poi in cercine sulla fronte. Si passò in età flavia ai riccioli, molto complicati da realizzare, per poi arrivare nelle epoche successive a delle acconciature che tendevano a svilupparsi in altezza e che furono spesso oggetto di attacchi satirici. Ma le vere artefici di tanto lavoro erano le ornatrices, il corrispettivo femminile del tonsor, delle quali sono rimasti numerosi epitaffi che permettono di conoscere in quale casa e per quanto tempo prestarono servizio.