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I capelli nel mito – La chioma di Berenice

Tra le costellazioni del Leone e del Bootes, ondeggia il sacrificio di una regina che, per amore del proprio sposo, si recise i capelli e li donò agli dèi. Berenice, personaggio storico realmente esistito, ha avuto il privilegio raro non solo di trovarsi fra le stelle, ma di esservi accanto ai personaggi del mito greco. Vissuta nel III secolo a.C. Berenice era la figlia del re di Cirene – città situata nell’odierna Libia – e andò in sposa al re d’Egitto Tolomeo III, detto Evergete (‘benefattore’ in greco),  il cui regno durò dal 246 al 222 a.C. e tra cui meriti si annovera l’aver ampliato la Biblioteca di Alessandria – che al tempo conteneva ben cinquecentomila rotoli di papiri – con altre cinquantamila opere letterarie, depositate nel vicino tempio di Serapide.

Preoccupata per la partenza del marito per combattere il signore della Siria, Berenice cercò prima di dissuaderlo dall’impresa e poi, sfinita dall’attesa di giorni che sembravano non passare mai, decise che se avesse riabbracciato Tolomeo sano e salvo avrebbe offerto la propria chioma agli dèi. Il faraone riuscì nella vittoria e conquistò le città greche dell’Asia Minore – l’odierna Turchia – e spinse il suo esercito fino alla Battriana, oggi corrispondente all’Afghanistan. La notizia dei suoi successi giunse in patria e Berenice, sollevata e grata, si recò al tempio di Afrodite: là si accostò all’altare e chinata la testa, si tagliò i lunghi riccioli color dell’ebano. Con il capo rasato ma senza aver sminuito la sua bellezza, la regina attese pazientemente lo sposo finché un giorno vide avanzare in lontananza un grande esercito condotto da un guerriero dall’armatura lucente, il cui volto era protetto da un elmo sormontato da un elegante pennacchio rosso che lei subito riconobbe, correndogli incontro. Rimasti soli, Berenice sollevò il velo dalla fronte e lo lasciò cadere, mostrando il capo rasato. Tolomeo non credette ai suoi occhi e, chiesto cosa avesse fatto, ascoltò ammutolito la storia della donna, riuscendo solo a voltarsi per uscire e recarsi al tempio, forse nell’assurda speranza di poter restituire i capelli a quel volto che tanto amava.

Quando giunse davanti all’altare, non trovò nemmeno un capello e si arrabbiò con la regina, che rimase turbata ancor più del re e non seppe cosa dire. Proprio vicino al tempio stava scrutando il firmamento l’astronomo di corte, Conone che, udita la disputa della coppia reale, si affrettò a raggiungere il faraone per placarne l’ira: «Mio signore» disse inginocchiandosi davanti a Tolomeo «In verità i capelli della sua regina sono spariti dal tempio il giorno dopo che ella se li recise. A ovest di Bootes, sopra il Leone, vede quell’amabile luccichio?» indicando il cielo. «Eccoli, sono i capelli della sua signora. Gli dèi li hanno trasformati in stelle e da allora in cielo abbiamo una nuova costellazione: io l’ho chiamata Chioma di Berenice».