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Hairstyles around the world – La geisha

Nella lingua giapponese la parola ‘Gei’ significa ‘arte’, ‘sha’ sta per ‘persona’. La geisha è quindi una hostess professionale il cui compito è quello di intrattenere gli ospiti utilizzando varie forme d’arte, come la cerimonia del tè e l’ikebana, la disposizione dei fiori recisi. Dal kimono al trucco, dalle danze al canto, dalla gestualità alle ricercate acconciature, tutto è studiato nel minimo dettaglio.

L’età della geisha, il suo grado di apprendimento e l’eventuale cerimonia alla quale essa deve partecipare determinano infatti acconciature di volta in volta diverse. Nello specifico, le pettinature che accompagnano un’apprendista geisha nel corso della sua trasformazione in arte sono 5: Wareshinobu, Ofuku, Sakkou, Katsuyama e Yakko Shimada. Tutte le geishe adulte indossano una parrucca, generalmente nel tradizionale stile a ciambella o in quello shimada. Le apprendiste – chiamate ‘maiko’ – si acconciano invece i propri i capelli in uno stile detto ‘momoware’, in cui i capelli vengono tirati indietro, alzati e divisi in tre sezioni. Per preservarle durante il sonno, vengono inserite tre stecche di legno all’interno delle acconciature così da non disfarle. Diversamente da quanto si pensa, le pettinature delle geishe vere e proprie, una volta terminato l’apprendistato, sono più semplici rispetto a quelle delle maiko. Permane nella maggior parte dei casi lo chignon, ma scompaiono i tratti più eccessivi, così come viene ridotto l’utilizzo dei kanzashi, i fermagli floreali.

Se in passato erano considerate un modello da imitare in fatto di moda e di stile nella società giapponese, oggi, a causa della modernizzazione e dei cambiamenti avvenuti in Oriente, la Geisha rappresenta solamente il simbolo dell’antica tradizione da preservare. Il motivo per il quale le ragazze che si dedicano a quest’arte sta man mano diminuendo è l’elevato sforzo da sostenere: gli studi e gli anni di apprendimento sono molto lunghi ed i costi degli indumenti – come i Kimono –  molto elevati, rendendoli così agibili solo alle classi benestanti.