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I capelli nella Storia – L’antica Grecia

L’antica Grecia fu un effluvio di cultura e cambiamenti, di definizione e ricerca della bellezza. I greci consideravano i capelli lunghi un ornamento per l’uomo, mentre tra gli spartani era normale che i ragazzi portassero i capelli corti, lasciandoli crescere una volta raggiunta l’età di ephebi. In epoche successive, invece, i ragazzi ateniesi si tagliavano i capelli durante l’adolescenza come voto agli dèi, in genere ad Apollo, più spesso a quelli dei loro fiumi o alle Ninfe, considerate le protettrici della gioventù. Per quanto riguarda la barba, fino al tempo di Alessandro Magno, veniva lasciata folta, come marchio di dignità virile, dopodiché divenne di moda radersi completamente, lasciando la faccia liscia. Solo i filosofi portavano la barba, per distinguersi dall’uso comune e rimarcare la propria figura.

Le donne greche, a giudicare dai monumenti esistenti, seguivano al contrario una straordinaria varietà di mode. Il punto comune era scoprire la fronte il più possibile, indossando fasce di stoffa o di cuoio e tirando dietro i capelli. Veniva spesso utilizzata anche un’ampia striscia di metallo simile a un diadema, riccamente decorato. Le signore greche usavano arricchirsi di oli profumati e di modificare i capelli con strumenti come ferri arricciati e simili, mentre le donne non sposate portavano i capelli in uno stile il più semplice possibile. Erano, in generale, solo divisi al centro o raccolti in trecce fissate sul capo. Le acconciature delle spose seguivano un modo particolare: raccolti in sei trecce e avvolti in un fazzoletto rosso. Oltre ai nastri e ai filetti, venivano usati per fissare i capelli degli aghi, spesso riccamente ornati, di avorio, osso, bronzo, argento e oro.

Le donne della Grecia antica avevano accesso a una grande varietà di sostanze, utilizzate per migliorare la loro salute e il loro aspetto. Il miele era usato per idratare la pelle, l’olio d’oliva per proteggerla e donarle lucentezza, spesso infuso con altri aromi per migliorarne l’odore. L’ombretto veniva realizzato macinando il carbone e mescolandone la polvere con dell’olio, le gote arrossate con dell’ossido di ferro.  L’ossido di ferro in polvere, miscelato con cera d’api e olio d’oliva, creava una pasta da utilizzare sulle labbra, per dargli colore. Per il trucco, l’immagine di riferimento era ovviamente Afrodite, dea della bellezza, nata dal mare.